Con la Media e Recente età del Bronzo (metà XVII-metà XII sec. a.C.) si assiste a una serie di trasformazioni radicali di cui la pianura veronese rappresenta un punto di osservazione privilegiato. Si assiste alla nascita del nuovo modello insediativo delle terramare: grandi abitati quadrangolari con un imponente sistema di fortificazione composto da un terrapieno e da un fossato collegato a un corso d’acqua, che rappresentava sia una difesa sia uno strumento di gestione delle acque. L’abitato ospitava, oltre alle case, i granai, le aree artigianali e i recinti per il bestiame.

Nel tempo si formano sistemi insediativi sempre più gerarchizzati e le comunità sono rette da élites guerriere, come indicato dalla necropoli di Olmo di Nogara: uno dei contesti più significativi del territorio ha restituito un totale di 500 tombe. 

La necropoli presenta delle ottime condizioni di conservazione uniche nel panorama di questo periodo, che, grazie all’analisi antropologica degli scheletri e allo studio dei corredi, permettono di ricostruire lo stile di vita e lo stato di salute, nonché l’organizzazione sociale e politica di una comunità veronese dell’età del Bronzo.

Nella pianura veronese, l’apogeo delle terramare si realizza nella nascita di un sistema politico complesso o polity, il cui potere economico risiedeva nella sua posizione a controllo del sistema fluviale di collegamento tra Adige e Po, che controllava quindi l’afflusso in pianura del rame del Trentino e dell’ambra del Baltico e divenne così il terminal dei mercanti che, dalla Grecia micenea e dal Mediterraneo orientale, salivano in Alto Adriatico alla ricerca di queste materie prime. Il centro della polity delle Valli Grandi Veronesi era il grande sito arginato di Fondo Paviani, che al suo apice raggiungeva la grandezza record di 20 ettari. 

Gli scavi condotti nell’abitato hanno portato alla luce numerosi materiali, fra cui ceramiche di fattura locale, manufatti in bronzo, ma anche elementi legati alla produzione metallurgica come panelle di bronzo e forme di fusione, perle d’ambra e di vetro, e anche, elemento di particolare rilievo, ceramica Egeo-Micenea e Levantina, ovvero di ceramica fatta al tornio e dipinta che non appartiene alla tradizione locale ma che rimanda al mondo Mediterraneo.