Nel corso del V secolo a.C., gli Etruschi occupano in maniera stabile l’area compresa tra il Mincio e il Tione, e quasi tutti gli abitati minori presenti in quest’area scompaiono, mentre il centro di Gazzo si ridimensiona e risulta fortemente permeato da influssi etruschi. In questo nuovo assetto, Oppeano sembra diventare, di fatto, il nuovo avamposto occidentale dei Veneti. Al suo apice è possibile ipotizzare che l’abitato, posto su un dosso naturale, si estendesse circa 80 ettari; il centro è attivo a partire dal IV secolo a.C. e rimane florido fino al V secolo per andare poi a perdere il suo ruolo egemone e andando incontro ad un graduale spopolamento. Anche Oppeano, come gli altri centri dei Veneti, aveva diverse necropoli poste all’esterno dell’abitato; le sepolture sono in maggioranza a incinerazione e caratterizzate dalla presenza di corredi anche molto ricchi, con ricco vasellame da banchetto e oggetti di prestigio come le placche di cintura, il vasellame in bronzo e gli ornamenti personali.

Verso gli inizi del IV secolo a.C. alcune tribù celtiche che abitavano l’Europa centrale si stanziarono in Nord Italia; in particolare i Cenomani occuparono la pianura bresciana e la maggior parte di quella veronese.

La loro presenza è nota da vari sepolcreti, mentre mancano significative testimonianze degli abitati; una concentrazione di testimonianze celtiche è attestata nel territorio di S. Maria di Zevio, dove sono state individuate quattro necropoli, fra cui quella di Lazisetta che ha restituito 181 tombe in prevalenza ad incinerazione ma anche ad inumazione, databili fra II e I sec. a.C. Le tombe celtiche maschili delle necropoli veronesi sono spesso caratterizzate dalla presenza di oggetti che sottolineano la connotazione guerriera e lo status sociale elevato del defunto: la dotazione tipica è costituita da scudo, spada con fodero e lancia, mentre quelle femminili sono contraddistinte dalla presenza di ornamenti e utensili. Costante nei corredi sia maschili che femminili è la presenza di vasellame ceramico per il consumo di cibi e bevande legato all’ideologia aristocratica del banchetto.